La Terapia a Seduta Singola è un metodo di intervento strutturato che si propone di ottenere il massimo da ogni singolo incontro.Ciò che tutti gli studiosi della TSS ci tengono a sottolineare è di non pensare che fare Terapia a Seduta Singola significhi fare sempre e solo una seduta!Significa piuttosto aver studiato quei fattori che consentono di migliorare l’effetto di ogni singola (e spesso unica) seduta.Come ben spiegato da F.Cannistrà e F. Piccirilli la Terapia a seduta singola è un tipo di intervento breve focalizzato sulla soluzione in cui si guarda al presente e soprattutto al futuro della persona. L’attenzione, fin dal primo colloquio, spesso unico, è rivolta alla soluzione, non al problema. Ogni sessione è orientata sulla soluzione. La soluzione non deve necessariamente applicarsi ad un problema specifico, né è necessario che emerga dal problema stesso. La soluzione, piuttosto, emerge da ciò che la persona considera l’ obiettivo desiderato. Queste chiavi fondamentali, definite così dallo stesso De Shazer (1997), possono essere utilizzate per risolvere una vasta gamma di problematiche. Molte ricerche e studi sulla TSS dimostrano che le persone possono essere aiutate senza un’analisi profonda del problema e che il processo di costruzione della soluzione si può separare, in modo netto, dal processo di soluzione del problema (O’Connell, 2002). La TSS pone l’attenzione sugli obiettivi e in particolare su come gli obiettivi sul futuro diano forma a ciò che si fa nel presente. Se si hanno le idee chiare su ciò che si vorrebbe fare nel futuro, si sarà più motivati e decisi su ciò di cui c’è bisogno nel presente.La chiave dell’intervento breve focalizzato sulla soluzione è quella di “utilizzare ciò che i pazienti portano con sé per aiutarli ad appagare i propri bisogni in modo che possano rendere le proprie vite soddisfacenti”. Alcune delle strategie utilizzate sono: incoraggiare il paziente a fare qualcosa di diverso, cercare le eccezioni del suo problema, notare ciò che piacerebbe continuasse ad esserci nella sua vita, dare un punteggio al cambiamento, descrivere lo scenario al di là del problema, immaginare il proprio futuro desiderato, la miracle question. 

Dott. NICOLÒ CAPPELLINI